Spazio Libero Onlus

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“Sperare non è sognare, ma la capacità di trasformare il sogno in realtà”

Convegno: “l’Arte del comunicare”

Liceo Classico “F.D’Aguirre” Salemi, 19 Aprile 2009

 

“L’obiettivo di oggi non è più quello di parlare di disabilità, ma piuttosto lasciare che la persona parli di sé a prescindere dalla sua disabilità”.

Questo è quanto affermato da Paola Gandolfo, Presidente dell’Associazione “Spazio Libero Onlus”, al Convegno “L’arte del comunicare”.

La rappresentazione stessa della disabilità è profondamente cambiata nel giro di pochi decenni. Dunque, non più solo una questione di quantità degli spazi dedicati ad affrontare il tema della disabilità, ma soprattutto una questione di qualità e di modalità strettamente comunicative. In poche parole, come viene veicolato il messaggio oltre al quando e al quanto.

Oggi urge un ulteriore passo avanti, quello di lasciare che il soggetto disabile parli di sé, esprima pensieri, opinioni e abbia voce, usufruendo di tutti quei canali di comunicazione che ha a disposizione.

Tutto ciò è stato oggetto del dibattito che si è tenuto il 19 Aprile durante il Convegno promosso dall’Associazione “Spazio Libero Onlus”.

In quest’ottica si è inserito l’intervento di Claudio Imprudente, Presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna. Egli, traendo spunto dal suo ultimo libro “Omino Macchino e la sfida della tavoletta”, ha affermato: “La velocità che caratterizza ogni rapporto comunicativo, rischia di banalizzare la comunicazione in semplice trasmissione di informazioni, sacrificandone l’aspetto relazionale”.

Inoltre, ha aggiunto: “Stiamo vivendo alla velocità delle scariche elettriche, stiamo parlando come se stessimo compiendo un movimento involontario. Così rinunciamo a lasciare un segno agli altri, e a ricevere i loro. Comunicare è segnarsi, è condividere dei segni. Essere segnati e segnare, essere macchiati e macchiare, richiedono tempo”.

Infine, grazie alla Comunità “Fede e Luce” di Salemi e Mazara del Vallo, anche il corpo e i gesti si sono riempiti di parole attraverso l’arte del mimo. Le comunità “Fede e Luce” riuniscono ragazzi e adulti con disabilità mentale, i loro genitori, fratelli e sorelle, amici, i quali si incontrano una volta al mese per un momento di amicizia e condivisione, di festa e di celebrazione e preghiera. All’interno di questi momenti, il mimo diventa una delle principali modalità comunicative di queste persone, favorendo la relazione con sé stessi e con gli altri.

Paola Gandolfo.

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